Oncofertilità

Che cos’è l’Oncofertilità?

L’oncofertilità è una disciplina medica relativamente giovane, nata dall’incontro tra oncologia e medicina della riproduzione, con un intento preciso: dare una possibilità di genitorialità a chi riceve una diagnosi di tumore in età fertile.

In passato, la priorità (giustamente) era salvare la vita. Ma oggi, grazie ai progressi della medicina, possiamo pensare anche al “dopo”: al diritto di chi sopravvive a un tumore di non rinunciare al sogno di diventare madre o padre.

Molte terapie oncologiche — come la chemioterapia, la radioterapia e alcuni interventi chirurgici — possono compromettere in modo parziale o totale la funzione riproduttiva. L’oncofertilità si occupa di intervenire tempestivamente, prima che questi effetti si verifichino, per conservare la fertilità.

A chi si rivolge?

L’oncofertilità è rivolta a tutte le persone — donne, uomini, adolescenti, bambine e bambini — che, pur trovandosi ad affrontare una diagnosi oncologica, desiderano nel proprio futuro una possibilità concreta di generare vita.

Non è un percorso uguale per tutti: ogni paziente ha età, esigenze, diagnosi e tempistiche diverse. Per questo motivo l’intervento si basa sempre su una valutazione personalizzata da parte di un’équipe multidisciplinare, che tiene conto:

• del tipo di tumore e della sua aggressività
• dei tempi a disposizione prima dell’inizio delle terapie
• dell’età e dello stato ormonale della persona
• del desiderio reale di diventare genitore in futuro

Perché è importante parlarne?

Perché la fertilità è parte dell’identità, della dignità e del progetto di vita. Preservarla significa difendere il diritto alla speranza, anche quando si sta affrontando la paura e la fragilità della malattia.

Per troppe persone la possibilità di avere figli viene messa a rischio o ignorata per mancanza di informazione, tempo o supporto. L’oncofertilità è uno strumento di cura a tutti gli effetti, che permette di scegliere, di immaginare un futuro che non finisca con la malattia.

L’impegno
di Brelù

L’Associazione Brelù promuove l’informazione sull’oncofertilità  in collaborazione con il Centro di Oncofertilità dell’Ospedale Universitario di Padova e la Fondazione IEO Monzino di Milano, Brelu’ accompagna chi affronta questo percorso con ascolto, empatia e presenza concreta.

Quando tutto sembra fermarsi, l’oncofertilità aiuta a tenere aperta una porta sul futuro, e noi, con il nostro Angelo Brelu, siamo lì per ricordarlo.

Le voci di chi ha incrociato il cammnino di Brelù

“Quel brillantino azzurro sul cuore mi ha riportata a mia madre.”

— Valentina, 29 anni

Mia mamma è morta per un tumore all’utero quando avevo 19 anni. Quando anni dopo ho ricevuto anch’io una diagnosi oncologica, ho pensato che il destino stesse chiudendo un cerchio su di me.
Durante un evento, mi hanno regalato un Angelo Brelu’. Era bello,con una bandana con un grande fiocco e un brillantino sul cuore. Ho pianto. Era mia mamma. Ma era anche me.
Ora quell’angelo è appeso nella mia camera. Non so se avrò figli, ma so che qualcuno — anche senza conoscermi — ha pensato a me. E questo non ha prezzo.

“Avere un figlio dopo un tumore: sì, è possibile.”

— Giulia, 39 anni

Avevo già 35 anni quando mi hanno trovato un tumore al seno. Il tempo stringeva. I medici erano concentrati sulla cura, ma nessuno mi parlava del dopo.
È stato grazie a un’amica che ho scoperto Brelu’ e la possibilità dell’oncofertilità. Non credevo ci fosse spazio per una cosa così “futura” mentre tutto stava crollando.
Mi sono fatta seguire dal centro di oncofertilità di Padova, con il sostegno pratico e umano dell’Associazione. Mia figlia oggi ha sei mesi. E ogni volta che la guardo penso: che bella cosa è la vita.

Vuoi raccontare la tua storia?

Ogni esperienza è unica. Se vuoi condividere la tua voce e aiutare chi sta affrontando una strada simile, puoi scriverci in forma anonima o firmata. Scrivi a info@brelu.org e se vorrai, la tua storia sarà una luce per qualcun altro.